Intervista a Paolo Tofani. Un viaggio spirituale attraverso la musica

Paolo Tofani suona affianco a Sripad BV Tirtha Maharaja

Paolo Tofani suona affianco a Sripad BV Tirtha Maharaja

Paolo Tofani, storico chitarrista degli AREA, stava provando in solitudine in un grande salone, ed io venni letteralmente risucchiato da suoni primordiali che sembrano arrivare dall’origine di un mondo parallelo. Ero arrivato a Biella presso la Fondazione Cittadellarte Di Michelangelo Pistoletto circa un’ora prima dell’inizio della conferenza in cui Paolo si sarebbe esibito in una performance di musica sperimentale. Un ragazzo mi accompagnò da lui e quando ancora non l’avevamo raggiunto mi disse estasiato: “Il musicista se la sta viaggiando con degli strumenti assurdi!”…aveva ragione, suonava delle cose mai viste. Mi sedetti nell’ultima fila di sedie di quella stanza vuota e tardai a presentarmi per ascoltare quella meraviglia sonora. Poi mi avvicinai e gli chiesi l’intervista. Seduto su un tappeto persiano nella posizione del loto, Krsna Prema Das mi sorrise unendo le mani in un saluto, accompagnato da un inchino accennato. Possiamo cominciare.

Emilio Dal Bo: Parto da molto lontano, mi racconti un po’ di quello che hai fatto nella vita?

Paolo Tofani: Io sono un musicista da sempre, e da sempre nella musica ho voluto sperimentare. La mia è stata una ricerca continua fin dagli anni ’70 quando è nato il progetto AREA, nel quale abbiamo iniziato una sperimentazione complessa in chiave contemporanea tale da risultare talvolta ostica all’orecchio neofito, condita però con i testi di Gianni Sassi (tra le altre cose, coordinatore delle etichette Cramps e Bla Bla ndr) che chiarificavano splendidamente le intenzioni del gruppo e legavano la nostra musica ai movimenti giovanili e a tutte le problematiche di quel periodo storico di così forti idiosincrasie interne. In quanto giovani anche noi, abbiamo fortemente voluto partecipare e contribuire a una rivoluzione culturale che sembrava imminente. Questo purtroppo non è successo per una serie di circostanze quali la mancanza di punti di riferimento o la mancanza di una visione collettiva, dunque ho personalmente rinunciato a quella battaglia e sono finito in un movimento spirituale: lo Hare Krishna.

EDB: Immagino che sia stato un grande cambiamento per la tua esistenza.

PT: Sì, è stata un’esperienza fondamentale che fa tutt’ora parte della mia vita, anche se non vivo più in un monastero in India.

paolo tofaniEDB: Monastero in India? Per quanto tempo ci hai vissuto?

PT: Per 34 anni, diventando monaco con il nome di Krsna Prema Das. In tutti questi anni posso dire di avere capito chi sono, che era proprio il motivo per cui avevo preso una decisione così importante. Sentivo il bisogno di un reset che mi permettesse di configurare una nuova relazione con gli altri, con la natura, con me stesso, con Dio. La ricerca sulla musica però non si è fermata, anzi è stata rinvigorita dal percorso spirituale. Posso dire di aver interiorizzato l’approccio indiano alla musica, diverso da quello occidentale e votato tradizionalmente all’improvvisazione, riuscendo così a scoprire vie nuovissime per esprimere le mie tensioni intellettuali.

EDB: Ora però sei di nuovo qui in mezzo a noi.

PT: Pur essendo all’interno del monastero ho potuto viaggiare moltissimo, ma a un certo punto ho sentito il bisogno di condividere i risultati della mia ricerca, e così sono tornato. Per una serie di coincidenze c’è stata anche la reunion degli AREA, pur mancando chi purtroppo non fa più parte di questo pianeta, Demetrio Stratos e Giulio Capiozzo (rispettivamente voce e batteria degli AREA ndr). È stato davvero interessante ritrovarsi dopo tutti questi anni, ma ciò che lo è ancora di più è che la gente sembra davvero affascinata  al nostro percorso, e moltissimi giovani ci seguono e ci pongono quesiti interessanti.

EDB: I due momenti storici, gli anni ’70 e oggi, sono accomunati da tensioni molto simili, ma sta anche nascendo una nuova voglia di colmare i vuoti e di tentare una rivoluzione culturale, proprio come avevate tentato voi.

PT: Per non commettere i nostri stessi errori è necessario che i giovani d’oggi capiscano meglio chi sono e costruiscano punti di riferimenti chiari e riconoscibili da tutti, altrimenti continueranno a brancolare nel buio.

EDB: Ma vorrei venire al qui e ora. Vedo un monaco Are Krishna seduto su un tappeto persiano, immerso in una postazione ad altissimo tasso tecnologico. Sincretismo notevole.

20140913_180317PT: La tecnologia è molto affascinante perché permettere di realizzare sogni, è quasi magia. In quanto ricercatore ho scovato al suo interno delle soluzioni davvero eccezionali che mi permettono di fare moltissimo andando in giro con una valigetta! L’apparato tecnico è costituito soltanto da un Mac, all’interno del quale iniziano ad esserci programmi di sintesi sonora davvero notevoli,  e da due iPad che mi permettono di interagire molto velocemente con esso.

EDB: Indubbiamente la cosa che mi ha colpito di più della tua strumentazione sono queste bacchette magiche.

PT: Sono bacchette costruite da Don Buchla (il pioniere californiano dei sintetizzatori ndr) utilizzando la tecnologia dei raggi infrarossi. Si chiamano Lightning, queste sono l’ultima versione, Lightning 3, e comunicano con un ricettore che ne rileva il movimento permettendo di suonare e giocare con i plugin di suono campionati all’interno del Mac. La cosa che mi affascina di più, citando John Cage, è il “lavoro sul caso”, reso qui possibile dal movimento istintivo del tuo corpo.

EDB: Questo permette davvero infinite possibilità e combinazioni…

PT: …soprattutto se si pensa alla congiunzione di forma, movimento e suono. Pensa se aggiungessi un pennello sulla punta della bacchetta, non darei forma al suono, e viceversa?

Oltre alle Lightning 3 Paolo Tofani suona anche una chitarra da lui costruita a tre tastiere che riproducono il suono di strumenti tradizionali indiani, e compone i testi per le sue composizioni sonore. Un artista eclettico e un pioniere che ringraziamo per aver scelto di tornare a condividere con noi il frutto di così tanti anni di lavoro spirituale e di ricerca musicale.

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