TINO AIME – mostra personale a Vigevano dal 2 al 28 giugno 2015

I locali della neonata galleria vigevanese CIVICO8 ospitano un maestro della grafica internazionale con una vasta selezione di opere grafiche, appunto, ma anche di meravigliose sculture in bronzo. Per tutto il mese di giugno un vero e proprio omaggio all’altissima produzione artistica di Tino Aime, con una personale raffinata, ponderata ed essenziale. Silenti suggestioni frutto della meditazione artistica di un uomo che ha donato tutta la sua vita all’arte, conoscendola nel profondo e raggiungendo apici di maestria e consapevolezza artistica. Un nome nuovo nel panorama cittadino, un nome che, al pari di molti artisti locali, sente molto profondamente il legame con la terra natia, che omaggia in ogni sua opera, facendo del paesaggio un simbolo di cultura e memoria storica

TINO AIME
a cura di Fortunato D’Amico e Chiara Milesi
dal 2 al 28 giugno 2015
Inaugurazione 2 giugno ore 18.00
In collaborazione con Galleria Giorgio Marosi, Torino
Civico8 Galleria

via Carrobbio 8, 27029 Vigevano
Orari di apertura
mar-ven: 15.30 – 19.00
sab e dom: 10.30 – 12.30 / 16 – 20
Tino_Aime_invito


Anima Continua
di Fortunato D’Amico


Possiamo concepire l’opera di Tino Aime, come un grande archivio di memorie consacrate alla conoscenza della civiltà rurale del Piemonte; scorci di natura e di ambienti domestici salvaguardati dall’incuria dell’oblio e tramandati ai posteri attraverso i materiali dell’arte, sculture e quadri realizzati con una tecnica ineccepibile che nel tempo miscela il segno grafico ai cromatismi dell’acquerello e dei colori ad olio, delle tempere e degli acrilici. Frutto di esercizio costante e di una pratica professionale ultra decennale, attenta ad evidenziare nel paesaggio gli elementi sensibili di una figurativi ispirata dai sentimenti e dalla lirica interiore, lo sguardo sul mondo presentato dall’artista di Cuneo, cittadino di Gravere, concentra nella visione pittorica i moti dello spirito e del pensiero, e rivela l’estrosità dell’indole poetica, allineata in sincrono a quella manuale, investita dal compito di restituire, a noi osservatori, gli scenari reali in forme sublimate.
Queste immagini di territori montani, sempre più distanti dalle nostre abitudini urbane, sono oggi documenti importanti nella scala dei valori che noi cittadini gli abbiamo assegnato, ancora ieri, prima dell’avvento della rivoluzione informatica, e della virtualità digitale, che avrebbe investito rapidamente ogni aspetto dell’esistenza quotidiana, trascinando nella rete telematica i luoghi della socializzazione e dell’identità collettiva, anche quelli disseminati negli angoli più sperduti del pianeta. Nella montagna di Tino Aime leggiamo la fatica, il lavoro, la malinconia, la nostalgia, ma verosimilmente interpretiamo i segni dello spazio antropico in relazione alle manifestazioni dell’universo: architetture contadine figurate come linguaggi per decriptare la cultura degli uomini davanti alle frequenze dell’ ultraterreno e dei fenomeni stagionali. La Luna, le dorsali imbiancate, i tetti, la neve, le finestre, gli alberi spogli e ramosi, i cieli notturni o invernali, sono i codici di un’umanità in cui i ritmi della natura dettano le logiche della vita in comune e guidano l’anima nel viaggio verso la rivelazione.
La rappresentazione del tempo nelle opere di Tino Aime, non ostante l’iconografia richiami la memoria e la storia, trascende la dimensione del passato e del futuro per divenire fluire eterno: un infinito “qui e ora”.


Silenzio
di Chiara Milesi

Silenzio è la prima sensazione che si prova ammirando una delle opere di Tino Aime. Silenzio è lo stato emotivo in cui ti accompagna ogni opera di Tino Aime. Silenzio è l’unico rumore che ti è permesso davanti ad un’opera di Tino Aime.
Il silenzio è, infatti, il primo elemento che si nota raggiungendo lo studio dell’artista, un silenzio che eleva ogni aspetto della quotidianità a simbolo di una memoria culturale eterna.
Il paesaggio, diventa scrigno di vita vissuta, di sensazioni e di emozioni che verranno poi tradotte in immagini e silenti suggestioni sulla carta, sulla tela o plasmando la pietra, abitante naturale di quell’intimo paesaggio.
Tutto sembra essere immobile, il tempo sembra essere sospeso, come in posa nell’attesa che l’artista lo rappresenti in tutta la sua maestosa presenza.
Le montagne sono enormi sagge matrone che ispirano l’artista, accompagnandolo in un viaggio alla riscoperta di se stesso e della propria storia, una storia millenaria che può assurgere a storia dell’umanità.
Ogni colore, ogni segno, ogni gesto è frutto di una consapevolezza artistica che permette a Tino Aime di affrontare diverse tecniche senza mai tradire l’immobilità e il silenzio della realtà che intende raffigurare.
In una società come quella in cui viviamo, in cui la velocità e il movimento tanto caro ia Futuristi, ci costringe a non soffermarci sulle cose, ma di conoscerle solo in superficie, Tino Aime si prende tutto il tempo necessario per raccontare una fissità carica di storia, di memoria e di intimismo emotivo.
Il paesaggio e lo stile figurativo si fanno portatori di un messaggio di assoluta contemporaneità, ossia la capacità di ognuno di noi di riscoprire quel bagaglio culturale legato alle origini, in un mondo sempre più globale, al fine di ritrovare noi stessi, nel mare del mondo.
Un omaggio alla propria terra d’origine, un monito alla collettività che necessita di un richiamo alle origini, un invito a conoscere la verità più profonda, abbandonando la superficie.


TINO AIME è nato a Cuneo nel 1931 e risiede a Gravere, in Valle di Susa. Dopo aver frequentato la Libera Accademia di Torino sotto la guida di Idro Colombi ha iniziato a esporre come scultore per poi dedicarsi alla pittura e alla grafica di cui è interprete conosciuto anche in campo internazionale. Amico di scrittori e poeti come Lorenzo Mondo, Davide Lajolo, Nuto Revelli, Mario Rigoni Stern, Laura Mancinelli, Nico Orengo, Ernesto Caballo, Renzo Guasco, Marco Franceschetti, Edoardo Ballone, che gli hanno dedicato pagine letterarie raccolte nel volume Caro Tino… lettere ad un amico pittore e che hanno accompagnato le sue cartelle di incisioni.
Ha iniziato a esporre nel 1963 e ha conseguito riconoscimenti in Italia, Francia, Romania e Stati Uniti. In Provenza ha inciso e dipinto il mondo di Federico Mistral: le opere sono state esposte in una mostra itinerante nei musei di Gap, Marsiglia, Digne, Draguignan, Aix en Provence e Nizza. Dal 1983 le sue opere sono presenti sul prestigioso catalogo Prandi di Reggio Emilia. Nel 1997 la Provincia di Torino ha realizzato un calendario interamente dedicato alla grafica di Aime. Ha realizzato il bozzetto per il francobollo commemorativo di Galileo Ferraris emesso il 7 febbraio 1997. La Regione Piemonte gli ha dedicato una personale nel 1992 nel Palazzo della Regione a Torino. Nel 1997 ha realizzato il dipinto per il Palio di Susa e il bozzetto per il biglietto della Lotteria Italia Susa-Moncenisio. Ha realizzato il monumento per il Centenario della corsa automobilistica in salita Susa-Moncenisio collocato nel 2002 a Susa.

Mostre essenziali: Palazzo Robellini, Acqui Terme (AL) – Palazzo della Provincia, Cuneo – Museo Casa Cavassa, Saluzzo (CN) – Museo Salvini, Trevisago (VA) – Castello Trostburg, Ponte Gardena (BZ) – Abbazia della Novalesa, Susa (TO) – Collezione Bertarelli, Castello Sforzesco, Milano – Premio Speciale della Giuria, IV Biennale della Incisione 1999, Acqui Terme (AL) – Biblioteca Civica A. Arduino, Moncalieri (TO) 1999 – Palazzo delle Feste, Bardonecchia (TO) 1986, 2000, 2001 – Castello Malgrà, Rivarolo Canavese (TO) 2001 – Convegno Luti «Minoranze Linguistiche», Lanzo (TO) 2001 – Eventi d’Arte Antologica Chiesa San Giovanni al Borgo Vecchio, Fossano (CN) 2002 – «Kunstlergilde Buslat» Schloss Bauschlott, Neulingen (Germania) – Espace Mont Blanc Antologica Courmayeur (AO) 2003 – «Incontri d’Arte» Antologica, Centro Incontri Provincia di Cuneo 2004 – «Villa Leumann» Antologica Pianezza (TO) 2004 (realizza il dipinto per il Palio dij Semna Sal) – Galleria Losano, Pinerolo (TO) 2004-5-8 – Alte Kelter, Mönsheim (Germania) 2005 – Galleria Latour Martigny (Svizzera) 2006 – Frammenti, in collaborazione con l’artista Chen Li, Biblioteca civica di Condove (TO) 2006 – Galerie Elisabeth Couturier, Bourgoin Jallieu (Francia) 2006 – Galerie Atelier Art et Métiers 2006, Cogne (AO) – Galleria Fogola, Torino, 2007 – Santo Stefano Belbo (CN), Fondazione Cesare Pavese 2007.

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