CESARE GIARDINI. Grand Tour

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Cesare Giardini nasce a Vigevano il 3 agosto 1948 e si forma studiando pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.

In questa occasione, allo Studio Dai di Roma, espone alcune delle sue opere più significative degli ultimi anni e presenta per la prima volta a Roma il volume realizzato per una mostra nel 2015 in occasione di Milano Expo 2015. Il volume si intitola “Cesare Giardini. Cuochi d’Italia e opere recenti di viaggi, viaggiatori e compagni di Viaggio”. A cura di Fortunato D’Amico, Giorgio Mondadori Editore, Milano.

Cesare Giardini ha esposto a Castel dell’Ovo a Napoli, all’Archivio Centrale dello Stato a Roma, A Milano in numerose Gallerie d’arte, a Vigevano nel Castello sforzesco, al Javit Center di New York e in numerose città italiane e europee. I più qualificati critici e storici dell’arte hanno scritto sulla sua pittura, tra i quali citiamo: Rossana Bossaglia, Luciano Caramel, Floriano De Santi, Milena Milani, Raffaele De Grada e Fortunato D’Amico.

Cesare Giardini è presente da numerosi anni nelle periodiche edizioni del Dizionario degli artisti italiani dal dopoguerra ad oggi, Giorgio Mondadori Editore. Milano.

Il tema che Giardini ha scelto per la sua ricerca pittorica è Il viaggio. Viaggio inteso come ricerca interiore, come luogo della memoria e della fantasia. All’interno del contenitore viaggio si muovono, ovviamente, anche i compagni di viaggio. Ed è per questa convinzione che Cesare Giardini alterna i suoi paesaggi fantastici a personaggi, più o meno reali o solo letti o raccolti dal lavoro di altri artisti. Non a caso ha dedicato una mostra al Deserto dei Tartari di Dino Buzzati con una personale a Milano o a Vigevano, una mostra dedicata alle donne delle canzoni di De André o alle eroine del melodramma italiano. Un’altra mostra milanese lo ha visto esporre una serie di quadri come omaggio a Giovanni Testori con la sua Gilda del Mac Mahon. Ultimamente ha dipinto una serie di grandi tele dedicate a storie di cucina con racconti pittorici, non privi di umorismo, in cui cuochi e cameriere, inseriti in contesti caratterizzanti varie regioni d’Italia, intrecciano palesi o celate relazioni emotive. Alcune di queste grandi tele saranno visibili allo Studio Dai nella serata del 15 ottobre. Queste ultime mostre citate sono state curate da Fortunato D’Amico.

 

 

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